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Amedeo Lanci


Biografia




Amedeo Lanci, pittore e incisore, da ragazzo, per studiare, passa molte ore sopra un ulivo dietro la casa. In seguito ad una gioventù difficoltosa, dopo la perdita del padre, emigra in Germania per tre anni come manovale in fabbrica, ma appena rientra in patria, si dedica ad una produzione strettamente personale legata ai temi della vita e alle riflessioni critiche sul tempo storico attraversato.
Lanci ha iniziato  ad esporre nel 1967, proponendo opere dipinte con uno stile che lo ha sempre distinto nel corso degli anni. Già le opere realizzate come prova di Esame, all’Istituto Statale d’Arte di Lanciano nel 1959/60, mostrano evidenti segni del suo innato stile. Durante gli studi per la Tesi su Van Gogh, si incontra personalmente con Aberto Magnelli e Marc Chagall, nota la grande amicizia che hanno fra di loro, pur essendo pittori differenti, e viene colpito dal linguaggio semplice che usano nel raccontare i loro quadri. Ricorda con orgoglio quando Piero Bargellini scrittore e Sindaco di Firenze, lo prese sottobraccio nel lontano 1968, per inaugurare la sua piccola e iniziale mostra personale al Parterre. Le sue prime mostre importanti vengono fatte alla Galleria Giorgi di Firenze, presentato da Alberto Busignani, Direttore della casa editrice Sansoni, e qualche collettiva alla galleria La Piramide. Molti artisti sono rimasti influenzati dalla sua pittura, addirittura artisti anche più noti di lui.

Questo si vede benissimo verificando le date dei suoi dipinti e quelle delle opere realizzate “intorno” a lui e altrove. Lanci, maestro dei musici e delle chitarre, dipinge inventando strane virgolette che vibrano donando movimento e azione, insieme a immancabili capelli al vento che esaltano la continuità come un andare musicale, senza chiudere la figura. Queste virgolette sono state definite virus dalla sua amica Rossella Tesi. Quando molti artisti sottostavano alla teoria di Giulio Carlo Argan: “ la morte dell’arte e dell’artista ”, Lanci ha temerariamente e caparbiamente reagito, continuando a dipingere “senza timore” come scriveva Tommaso Paloscia su La Nazione di Firenze. A Roma gli viene assegnato il “ Premio Enrico Berlinguer ”.

Molto importante la presenza di una sua opera nel Museo-Sacrario a Sant’Anna di Stazzema, inaugurato dal Presidente della Repubblica Italiana Sandro Pertini. Spesso si nota il suo volto fra i soggetti dipinti e da qualche anno inserisce nei quadri  anche i Punkabbestia. Con gli amici si vanta dicendo di essere pittore-pittore. Ha un carattere schivo e scontroso, difficilmente riesce a terminare un discorso con calma, la foga e la passione, certe volte lo rendono anche antipatico, ma il suo animo è gentile. Dopo gli anni ’60,  incontra e discute sulla pittura con Giuseppe Marchiori nel Casone di Scano Boa, presentatogli dall’amico preside e pittore, Luciano Scarpante. Risalgono a quegli anni le molte mostre nei piccoli paesi veneti.

Verso gli anni ottanta si trova a frequentare il bellissimo bar-Ristorante Ai Pirati, Punta San Giuliano davanti a Venezia, ritrovo di artisti e naviganti, qui si “innamora” di Milena Milani come anche dell’odore dei colori e delle acque veneziane e inizia con le sue opere ad esporre nelle grandi città a partire dal Palazzo Ducale di Venezia fino a Cortina d’Ampezzo.

Nel 1991 inizia a frequentare lo storico “caffè letterario” Giubbe Rosse a Firenze dove incontra artisti di ogni genere: Mario Monicelli,  Piero Dorazio, Pietro Cascella, Primo Conti, Massimo Mori, Silvio Loffredo, Vinicio Berti, Alberto Manfredi, Gian Ruggero Manzoni, Eugenio Miccini, Venturino Venturi, Gino Bartali e tanti altri.

Sempre nel 1991, al Palazzo del Comune e Palazzo delle Scuole di Frisa, il Ministro della Pubblica Istruzione della Repubblica Italiana, e molte altre autorità, hanno inaugurato la sua mostra personale con settanta opere, curata da Giuseppe Barbone. Di rilievo sono le mostre al Museo Gorodă di Khabarowsk (URSS), alla Maison du Migrant di Reims al Jacovit Convention Center di New York, al Salon Ericsson di Buenos Aires, alla Galleria La Nuova Albertina di Torino, al Palazzo Pontano di Napoli, alla Rocca Ariostesca, Castelnuovo di Garfagnana, alla Pinacoteca della Grafica di Bagnacavallo, Ravenna, al Palazzo Cocchi Serristori e al Palazzo di Parte Guelfa di Firenze, alla Galleria La Terrazza, Cortina d’Ampezzo, al Palazzo delle Prigioni, Venezia, e altrove. I critici d’arte Liletta Fornasari, Lodovico Gierut, Nicola Micieli, Milena Milani, Tommaso Paloscia, Giandomenico Semeraro, e Alberto Severi, hanno scritto ampiamente sulla sua opera in più edizioni. Nella presentazione della mostra personale dal titolo Primo volo tenuta allo Spazio mostre della Repubblica di San Marino, Stefano De Rosa ha scritto: Lanci crede ancora nell’arte come manifestazione fantastica, come linguaggio che si struttura, si crea e si modifica all’interno di regole sintattiche già date, da apprendere e da modulare piegandole alle proprie esigenze. La sua pittura è così entro il cerchio magico dell’autenticità. Si materia di una maestria tecnica che non cede al virtuosismo, ma si piega alle necessità di un’entità astratta, tenera e durevole, alla quale non so dare altro nome che quella di poesia.

Nel 1996 Lanci ha realizzato un grande affresco dentro il grattacielo di Firenze in Piazza Leopoldo, dal titolo I musici. Nel 1997 ha dipinto il III° Palio della Costa Etrusca, San Vincenzo, Livorno. Nello stesso anno ha presentato un’interessante mostra personale alla Galleria La Bottega di Quarrata, con un catalogo dal titolo Dialogo tecnologico, realizzato insieme ad Helle Christiansen. Dopo la mostra alla stamperia d’arte Edigrafica di Firenze, partecipa alla Biennale Nazionale della Grafica Italiana, Mirano. Nell’Auditorium del Museo Pecci, Prato, è stato presentato il volume sulle sue Incisioni, Alinea Editore, Firenze 1998. Tornato da un interessante viaggio a New York partecipa alla Rassegna di Pittura Accadde in Toscana, Palazzo Ducale, Massa 1999. Ha esposto anche al Museum of  Contemporary Art di Florinas, Grecia, alla Turmschulhaus di Backnang, Germania. A Dicembre 1999 viene esposta una raccolta di incisioni insieme a dieci artisti nella prestigiosa sala Leone X, Palazzo Vecchio, Firenze, curata dallo storico d’arte Alessandro Vezzosi. Nel 2000 partecipa a più mostre, citiamo quelle alla Sala delle Leopoldine,  al Foyer degli artisti, Firenze, e inizia una lunga serie di esposizioni con il gruppo Arte Sentimentale. Esegue performance sia in Italia che all’estero.

Nello stesso anno, illustra il libro di poesie “Oltremare” di Walter Rossi (Carpineto Sinello 1964) per le Edizioni della Meridiana, Firenze, subito dopo dipinge una grande opera nella chiesa del Buon Pastore, a Sottomarina, Chioggia. Ha esposto nella storica mostra sulla Natività, al Ponte di Diocleziano, Lanciano. Troviamo importante rilevare il ritratto fatto a Rita Levi Montalcini, ora esposto alla Pinacoteca della Pace, San Miniato, Pisa. A Settembre 2002 è invitato dall’Università Normale per tenere lezioni di pittura e allestire la sua mostra personale nella Galleria della stessa Università, Urumqi, Xinjiang, in Cina. Ha esposto alla Casa di Masaccio in occasione del Centenario del grande artista valdarnese. A San Sepolcro, Arezzo, espone in una rassegna dal titolo Mentori della pittura, con catalogo scritto da Liletta Fornasari, a Venezia, Pellestrina, con il gruppo Arte Sentimentale, presentati da Giandomenico Semeraro.

La notte dell’11 settembre del 2002 ha realizzato un grande dipinto dal titolo Continuità, in omaggio all’America per ricordare le Due Torri di New York, questa opera, dipinta davanti al pubblico, durante Kamikaze, scritta e recitata da Claudio Ascoli, e dalla compagnia “Chille de la balanza”, poi il film documentario è stato presentato alla Biennale di Venezia nella sezione teatro e spettacolo.  Il recente viaggio fatto in Cina per una importante mostra personale di pittura, e il contatto con la musica e la danza di questo meraviglioso popolo, gli ha permesso di arricchire la sua arte. Ultimamente ha esposto al Palazzo dei Priori, Volterra, e al Palazzo Caccianini, Frisa, con presentazione di Leo Strozzieri. Espone alla rassegna La memoria e l’Arte, Palazzo Mediceo, Seravezza, (Lucca) gennaio 2004. A febbraio 2004, viene invitato da Stefano Vellone, Direttore Provinciale dell’A.C.I. di Arezzo, per una mostra personale nella Sede Centrale, in occasione della cerimonia di inaugurazione dei nuovi ambienti, rinnovati nelle strutture e negli arredi. A marzo 2004, mostra personale al Museo  del Castello Svevo di Barletta e dal 28 aprile al 4 giugno 2004, mostra personale al Museo Marino Marini di Firenze. Dipinge per  i “Chille de la balanza”, nell’opera “Paure” Il giorno della notte, sul soffitto di una Sala a San Salvi, Firenze, e una grande tela fatta esplodere a sorpresa, con bombe innocue ma di forte effetto anche scenografico.

“Invade” Adria insieme ai suoi amici del gruppo Arte Sentimentale, proponendo  la rassegna di pittura Rive sentimentali, dal 24 settembre al 3 ottobre 2004. Poco dopo ha esposto al Museo Sharjah, United Arab Emirates, al Museo Diocesano di Chioggia, fino al 30 marzo 2005 e al Palazzo Pretorio di Certaldo, nel mese di settembre ha allestito una mostra con dipinti, anche oltre i sette metri, inseriti fra rocce e ulivi, nei campi del suo amico Sandro,  sulla Calvana di Prato. Recentemente ha esposto al Museo del Territorio Biellese, Biella in una particolare rassegna dal titolo “Padiglione Italia”. A dicembre gennaio 2006, con  Arte Sentimentale, ha esposto al Museo Civico di Chioggia.

Nel 2007 dopo la mostra a Città di Castello ed ai Bottini dell’Olio a Livorno, espone 95 quadri al Ponte Diocleziano di Lanciano. Lanci, oltre ad essere abruzzese fino al midollo, ama Firenze, città che lo accoglie donandogli moltissimo, a cominciare dal Palazzo della Signoria, all’Accademia di Belle Arti, Al Museo Marino Marini, e tantissime Sale di prestigiosi Palazzi, gallerie pubbliche e private, oltre a tanta e tanta bella Arte custodita fra le sue mura e i suoi campanili.

Egli sostiene che un grande popolo può esistere come tale solo se ha una grande cultura, per questo invita chi di dovere a investire denaro nei sistemi culturali attuali, prima di perdere l’identità e le tradizioni.

Nel prossimo autunno 2007, Lanci ci regalerà un’altra grande sorpresa, sempre con i “Chille de la balanza”, farà una performance spettacolare e misteriosa...

Per concludere, fra un lupo, un orso e Amedeo Lanci, la differenza sta solo nel pelo, hanno molte cose in comune e insieme rappresentano il bello che la natura riesce a donare.

                                                            Jane Robinson




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