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EMIGRANTS
FOREVER
mostra
d’arte contemporanea
a cura di
Filippo Altomare
presso il
Museo della Civiltà Contadina di Sperlinga (Enna)
Tutti noi abbiamo
assistito, in modo particolare negli ultimi decenni, al fenomeno della
migrazione di persone che, per sfuggire alle condizioni di estrema povertà ed
alle guerre, si sono avventurate in viaggi, a volte infernali, pur di arrivare in paesi considerati del
“benessere”, come il nostro.
“Viaggi della
speranza”, così venivano chiamati, spesso finiti in tragedia, come quello del
Natale 1996: Ci riferiamo al naufragio dell’imbarcazione “Yohan”, comandata dal
libanese El Hallal Youssef (che, per tale disastro è ancora oggi coinvolto in
una vicenda giudiziaria complessa e con il quale l’Associazione è in contatto),
naufragio avvenuto nelle coste siciliane e che causò la morte di circa 300
extracomunitari.
Un grande cimitero il
Mediterraneo, che conserva i corpi di gente (donne, bambini, uomini), la quale
affollava speranzosa le carrette del mare definite da molti “barconi della
disperazione”.
Ma il nostro progetto
espositivo mira a rivolgersi anche alle moltissime persone che vivono le
difficoltà di una integrazione che non avviene, per uno scontro di civiltà e
differenze culturali, o avviene lentamente; a coloro i quali vivono, sul nostro
territorio, in condizioni disumane, in baracche fatiscenti in case diroccate
senza luce, acqua e fogne, cioè senza quei servizi essenziali ritenuti
accoglienti e dignitosi; agli sfruttati nel mondo del lavoro da parte di chi li
considera meno di niente e scorge solo profitti; a tutti coloro i quali vengono
ospitati presso i centri temporanei d’accoglienza, nel frattempo divenuti
carceri “soft”; a tutti quelli che, una volta arrivati in Italia, hanno
incominciato a delinquere, o a prostituirsi, facendo in tal modo lievitare le
presenze nelle carceri italiane; e ancora ai tanti “rom” ghettizzati in
momentanei campi nomadi sorti nelle periferie delle grandi città, ed in cui si
vive, ormai da diverse generazioni, nelle condizioni e con i disagi che tutti
noi conosciamo.
Anche le nostre genti hanno vissuto e patito
sulla loro pelle il fenomeno dell’emigrazione. Nelle Americhe, in Australia e
nell’ Europa del Nord sono tantissimi gli italiani avventuratisi alla ricerca
di una vita migliore, di un lavoro, di una dignità umana e familiare ed
integratisi con sofferenza.
Quanti di voi, nel
secolo scorso e forse ancora oggi, hanno conosciuto gente o avuto parenti
emigrati altrove e dei quali si conservano foto, cartoline, lettere.
Agli artisti coinvolti
in questo progetto (protagonisti del panorama italiano e internazionale grazie
alla loro attività creativa ed espositiva), è stato chiesto di porre attenzione
con opere di pittura, scultura, fotografia, video, poesia, ecc. al fenomeno,
molto complesso, ma di grande attualità, appena descritto.
Gli artisti partecipanti sono:
Filippo Altomare, Pippo Altomare,
Vincenzo Balsamo, Luisa Bergamini, Lamberto Caravita, Annalicia Caruso,
Francesca Cataldi, Andrea Cioni, Carmela Corsitto, Marco Delogu, Andrea
Fagioli, Salvatore Giunta, Gruppo Sinestetico, Amedeo Lanci, Ruggero Maggi,
Gian Battista Morana, Paolo Marchi, Orazio Di Mauro, Salvatore Pepe, Tarcisio
Pingitore, Giuseppe Riccetti, Silvana Salinaro, Antonio Sassu, Gina Scardino,
Roberto Serra, Domenico Severino, Valeria Troja, Fiorenzo Zaffina.
da contorno
alla mostra
verranno
proiettati 15 film italiani che parlano di emigrazion,
la mostra
verrà inaugurata il 16 dicembre alle 11:00 AM
e sarà
visibile fino al 21 gennaio.
è
organizzata e allestita dall'Associazione Culturale Altom@rte
in
collaborazione della Casa d'Arte la Fenice
e con il
patrocinio del Comune di Sperlinga
Coordinamento catalogo e pubbliche relazioni a cura di Maria Elena Guidara
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