Scrivi mail

Altom@rte - via Principe Amedeo, 8

94010 Sperlinga (En) - Italy

info: 338.8147571 - associazionealtomarte@yahoo.it



images%20news.jpg

Gli articoli


I nostri progetti


Allestimento mostre


Organizzazione mostre


Organizzazione eventi


Le nostre pubblicazioni


Le produzioni videoi



Gli eventi patrocinati





Le nostre idee


images%20laboratorio.jpg


images%20desing.jpg




image%20libreria.jpg

















 

Michele De Luca

Biografia

Artista e poeta, nato a Pitelli (La Spezia) nel 1954.

Passa la sua infanzia in un piccolo borgo dell'entroterra a metà strada tra La Spezia e Lerici, al quale tutt’oggi rimane profondamente legato. A tal proposito, ha dichiarato: “Mi sento ostinatamente ancorato alle radici, mi piace coltivare questo microcosmo... non escludo l'idea di ritornarci e creare un mio studio”.

Inizia a dipingere da autodidatta all’età di nove anni, nel retro della macelleria del padre. Ama principalmente raffigurare ritratti e paesaggi. Da giovane si organizza e riesce ad allestire alcune mostre delle sue opere finché un giorno non viene notato da un giornalista della Spezia, che scrive un articolo su di lui. Anche la Rai s’interessa a De Luca e realizza un servizio sul giovane pittore, che tuttavia non manderà in onda, ma come ricorda De Luca “in compenso fu venduto alla BBC e, da quanto ho scoperto in seguito, fu trasmesso trasmesso in 60 nazioni del mondo”.

Frequenta il Liceo Artistico di Carrara, e in quegli anni si cimenti nella musica rock, cantando e suonando la chitarra con un gruppo. Conosce alcuni studenti universitari che lo introducono al teatro, un universo che condizionerà la vita di Michele, che infatti si iscrive alla scuola di scenografia dell'Accademia di Belle Arti di Firenze. Nei primi anni Settanta riprende a dipingere e s’inspira soprattutto a personalità come Mario Sironi, Carlo Carrà, Oscar Kokoschka, grazie ai quali s’indirizza verso un pittura espressionista “con colori forti e una trama di pennellate ossessive”. Nel 1979 incontra il regista lericino Luigi Faccini per il quale farà anche l'assistente alla regia e curerà alcune scenografie. Faccini lo coinvolge in numerosi lavori come un documentario su "Majakovskij" tratto da un testo di Alberto Asor Rosa, oppure un lavoro ispirato a Dino Campana ("Inganni"). Realizza inoltre scenografie per spettacoli di Elio Luzzati e Aldo Trionfo, Roberto Lerici e Antonio Salines. Nel frattempo, trasferitosi a Roma, dal 1982, frequenta l'ambiente culturale della capitale, in preda al fermento della Transavanguardia. Prosegue la sua ricerca espressionista attraverso il campo della pittura gestuale che culmina nella realizzazione in pubblico della tela di 6 metri "La grande massa inquieta" realizzata nel 1984.

Alla scadere degli anni Settanta, lega amicizia con il poeta Paolo Bertolani che scrive anche la presentazione di una mostra di De Luca, nel cui depliant compare per la prima volta la poesia "Portivène, scogio seco" (Portovenere, scoglio secco). L’attività espositiva s’intensifica a partire dal 1987 con Ennio Borzi, che organizza la prima mostra personale alla Galleria Break Club di Roma, e con Enzo Cirone, che rimane affascinato dall’installazione "Non fiori ma opere di", presentata a Sarzana nel 1985. Insegna pittura nelle Accademie di Belle Arti di Brera a Milano, Firenze e attualmente a Roma. Nel novembre del 2008 la casa editrice Quasar pubblica una raccolta di poesie scritte tra il 1982 e il 2007 intitolata "Altre realtà", mentre la Camec, la galleria d’arte contemporanea della città de La Spezia lo omaggia con una mostra personale nel mese di dicembre dello stesso anno.

Hanno detto di Lui:

"Con il suo lavoro sembra cercare un'immagine eidetica interiore che, originata dall'esistenzialismo della sua prassi artistica, vuole essere il fondamento e alllo stesso tempo la speranza per una visione incantata" (Cesare Sarzini)

"Basta invece guardare le grandi tele di De Luca per entrare in relazione con esse e stabilire il contatto diretto con l’opera aperta: quella che ognuno di noi è chiamato a interpretare, a scoprire, a sentire con la propria sensibilità". (Marzia Ratti)

"Negli ultimi lavori la pittura di De Luca rinnova l'intensità di un caratteristico lirismo fatto di concitate e inquietanti attese di rivelazione di luce, e che si afferma lungo gli anni '90 fra le più originali proposizioni della sua generazione". (Enrico Crispolti)

"La luce di De Luca, non è bella: è. Rifulge di se stessa. E si pone interrogativa: cosa vuoi vedere di più? Di più non si puo' vedere. Ma la pittura non è solo vedere. La pittura, figlia del vedere, lo supera al fine per scorgere, nelle trame della vista, quelle che Klee chiamava 'le strutture dell'invisibile'. Ecco che il 'vedere il vedere' di De Luca addiviene, come un mantra degli occhi che circuita attorno a una polarità bianca, una meditazione sull'essere della luce che non vuole più servire a vedere. Vuole solo essere. Si puo' essere di più?" (Guglielmo Gigliotti)






Notizie dal mondo

 

Altom@rte - via P. Amedeo, 8 - 94010 Sperlinga (En) - info: 338.8147571 - associazionealtomarte@yahoo.it

Sei il visitatore n.
102907