Scrivi mail

Altom@rte - via Principe Amedeo, 8

94010 Sperlinga (En) - Italy

info: 338.8147571 - associazionealtomarte@yahoo.it



images%20news.jpg

Gli articoli


I nostri progetti


Allestimento mostre


Organizzazione mostre


Organizzazione eventi


Le nostre pubblicazioni


Le produzioni videoi



Gli eventi patrocinati





Le nostre idee


images%20laboratorio.jpg


images%20desing.jpg




image%20libreria.jpg

















 

Renato Mambor

Renato Mambor (Roma, 4 dicembre 1936) è un pittore e attore italiano.

Biografia

Tavolo e ora, 1988, opera concettuale

Inizia la sua attività artistica come cartellonista per cinema e come sceneggiatore, e partecipa come interprete a La dolce vita di Federico Fellini.

Cominciò a dipingere verso la fine degli anni Cinquanta e tenne la sua prima esposizione nel 1959 a Roma, alla Galleria Appia Antica. L'anno successivo vinse uno dei "Premi di incoraggiamento" della Galleria d'Arte Moderna, per poi esporre alla Galleria La Tartaruga di Plinio De Martiis nel 1963, 1964 e negli anni successivi e frequenta artisti tra i quali Mario Schifano, Pino Pascali, Franco Angeli, Tano Festa, Mario Ceroli e Cesare Tacchi. Continua a dipingere e ad esporre fino a oggi. (fonte catalogo mostra Napoli Castel Sant'Elmo 2009)

Esposizioni

1972 X Quadriennale d’Arte Palazzo delle Esposizioni, Roma;

1985 Castello di Rivoli;

1993 Palazzo delle Esposizioni, Roma personale;

1998 Museo Pecci, Prato;

2000 Scuderie Papali al Quirinale e Mercati di Traiano;

2003 Macro, Roma;

2004 Triennale di Milano;

2004 Le Opere i Giorni, Certosa di San Lorenzo, Padula (SA);

2007 Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma personale;

2007 Biennale di Venezia:

    * 52a Biennale di Venezia: Padiglione Repubblica Araba Siriana da sabato 09 giugno 2007 a sabato 10 novembre A cura di Duccio Trombadori Titolo mostra: Sulle vie di Damasco

2008 Frascati (RM) - dal 20 aprile al 10 maggio 2008 Renato Mambor - Un doppio insopportabile

2009 mostra antologica di Castel Sant'Elmo di Napoli curata da Achille Bonito Oliva.

2009 AuditoriumArte presso parco della musica di Roma "mai note burrose" installazioni

La critica

In prestito dall'infinito

Testi Achille Bonito Oliva e intervista e percorso espositivo della mostra tratti dal catalogo ufficiale "Renato Mambor. In prestito dall’infinito" mostra antologica di Castel Sant'Elmo di Napoli.

Testo critico di Achille Bonito Oliva

"attratto dalla moltiplicabilità anonima dell'immagine, Mambor arriva alle "campionature" di uomini "statistici", avendo ridotto la matrice delle figure a timbro, per poi giungere ad illustrazioni di azioni e verbi elementari (camminare, abbracciare, asciugarsi, chiudere la porta) con conseguente riappropriazione del loro significato, dove è l'arte a produrre un rinnovato ed innocente apprendimento elementare, ma attraverso un'esibita neutralità esecutiva che discende dal rifiuto di considerare l'artista come un individuo privilegiato nella società".

Intervista di Gianluca Ranzi

Renato Mambor, intervistato , dichiara: "io dico che l'arte serve a pulire lo sguardo. I sensi sono offuscati dalle abitudini e tutto ciò che si fa e si pensa diventa immagine, stereotipo, filtro davanti agli occhi. L'arte insinua un cuneo in questo meccanismo spersonalizzante e ha il potere di ribaltarlo, in definitiva è un piccolo sforzo per muovere il pensiero".

La mostra a Napoli

Castel Sant'Elmo

14 febbraio - 30 marzo 2009

Il percorso espositivo crea una risonanza tra lo spazio del Castello e le opere in mostra. La sala d'ingresso, esagonale, è scandita dagli Osservatori bianchi (legno dipinto, 1996), sagome uguali appoggiate ognuna in un angolo come a formare un cerchio che accoglie il visitatore al centro. Il largo corridoio successivo si apre in quattro ampie nicchie in cui sono collocate quattro sculture in legno dal titolo Portatori (legno dipinto, 2008): profili somiglianti all'autore accostati a recipienti in legno contenenti mattoni, scarpe, specchi e farina.

Una sala presenta Ombra immutabile, una sequenza di oggetti scultorei composti da una sagoma bianca e una sagoma nera accostata ma inclinata, come fosse la sua ombra. In mostra si ammira inoltre la grande installazione Separé (legno dipinto e materiali diversi, 2006-2007) composta da ventiquattro sculture-oggetto disposte a coppie: dodici elementi sono pannelli al centro dei quali la figura umana è ritagliata e vuota, mentre gli altri dodici, tutti diversi, presentano materiali, volumi, colori e tecniche differenti. L'opera si compie nell'occhio dello spettatore, nelle relazioni che lo sguardo intesse tra le diverse parti.

Tra le opere esposte si evidenzia Sprint (tecnica mista, 2008): alcune biciclette destrutturate sono bloccate da tavole di legno e poste l'una accanto all'altra; un'unica bicicletta è spostata più avanti e rompe la simmetria indicando una transizione di fase, un movimento, un'azione.

Achille Bonito Oliva a proposito dell'artista afferma: "in definitiva Mambor allarga la nozione di museo fuori dal suo luogo fisico e la dilata confermandone l'esistenza in ogni momento in cui l'uomo acquista il potenziamento della conoscenza".

Il cinema

Parallelamente all'attività di pittore, partecipa come attore, ricoprendo piccole parti in alcuni film dai I ragazzi del Juke-Box del 1959, a Tobia al caffè del 2000.

Filmografia

    * I ragazzi del Juke-Box, regia di Lucio Fulci (1959)

    * La dolce vita, regia di Federico Fellini (1960)

    * Un dollaro di fifa, regia di Giorgio Simonelli (1960)

    * Il rossetto, regia di Damiano Damiani (1960)

    * Il sepolcro del re, regia di Fernando Cerchio (1960)

    * Urlatori alla sbarra, regia di Lucio Fulci (1960)

    * Il mantenuto, regia di Ugo Tognazzi (1961)

    * L'ammutinamento, regia di Silvio Amadio (1961])

    * Laura nuda, regia di Nicolò Ferrari (1961)

    * Obiettivo ragazze, regia di Mario Mattoli (1961)

    * La bellezza d'Ippolita, regia di Giancarlo Zagni (1962)

    * Il disordine, regia di Franco Brusati (1962)

    * La donnaccia, regia di Silvio Siano 1964)

    * Una storia di notte, regia di Luigi Petrini (1966)

    * Due once di piombo, regia di Maurizio Lucidi (1967)

    * Il figlio di Django, regia di Osvaldo Civirani (1967)

    * Un uomo un cavallo una pistola, regia di Luigi Vanzi (1967)

    * Se vuoi vivere... spara, regia di Sergio Garrone (1968)

    * Tobia al caffè, regia di Gianfranco Mingozzi (2000)

Bibliografia

    * Cataloghi nazionali Bolaffi d'Arte Moderna 1981/82/84

    * Le Quadriennali Nazionali d'Arte, De Luca Editore Roma

    * Bolaffi Arte fascicoli mensili vari

    * Cataloghi Bolaffi del cinema 1955/1965






Notizie dal mondo

 

Altom@rte - via P. Amedeo, 8 - 94010 Sperlinga (En) - info: 338.8147571 - associazionealtomarte@yahoo.it

Sei il visitatore n.
102916