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Renato
Mambor
Renato
Mambor (Roma, 4 dicembre 1936) è un pittore e attore italiano.
Biografia
Tavolo e ora, 1988, opera
concettuale
Inizia
la sua attività artistica come cartellonista per cinema e come sceneggiatore, e
partecipa come interprete a La dolce vita di Federico Fellini. Cominciò
a dipingere verso la fine degli anni Cinquanta e tenne la sua prima esposizione
nel 1959 a Roma, alla Galleria Appia Antica. L'anno successivo vinse uno dei
"Premi di incoraggiamento" della Galleria d'Arte Moderna, per poi
esporre alla Galleria La Tartaruga di Plinio De Martiis nel 1963, 1964 e negli
anni successivi e frequenta artisti tra i quali Mario Schifano, Pino Pascali,
Franco Angeli, Tano Festa, Mario Ceroli e Cesare Tacchi. Continua a dipingere e
ad esporre fino a oggi. (fonte catalogo mostra Napoli Castel Sant'Elmo 2009)
Esposizioni
1972 X
Quadriennale d’Arte Palazzo delle Esposizioni, Roma;
1985
Castello di Rivoli;
1993
Palazzo delle Esposizioni, Roma personale;
1998
Museo Pecci, Prato;
2000
Scuderie Papali al Quirinale e Mercati di Traiano;
2003
Macro, Roma;
2004
Triennale di Milano;
2004 Le
Opere i Giorni, Certosa di San Lorenzo, Padula (SA);
2007
Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma personale;
2007
Biennale di Venezia:
* 52a Biennale di Venezia: Padiglione
Repubblica Araba Siriana da sabato 09 giugno 2007 a sabato 10 novembre A cura
di Duccio Trombadori Titolo mostra: Sulle vie di Damasco
2008
Frascati (RM) - dal 20 aprile al 10 maggio 2008 Renato Mambor - Un doppio
insopportabile
2009
mostra antologica di Castel Sant'Elmo di Napoli curata da Achille Bonito Oliva.
2009
AuditoriumArte presso parco della musica di Roma "mai note burrose"
installazioni
La critica
In prestito dall'infinito
Testi
Achille Bonito Oliva e intervista e percorso espositivo della mostra tratti dal
catalogo ufficiale "Renato Mambor. In prestito dall’infinito" mostra
antologica di Castel Sant'Elmo di Napoli.
Testo
critico di Achille Bonito Oliva
"attratto
dalla moltiplicabilità anonima dell'immagine, Mambor arriva alle
"campionature" di uomini "statistici", avendo ridotto la
matrice delle figure a timbro, per poi giungere ad illustrazioni di azioni e
verbi elementari (camminare, abbracciare, asciugarsi, chiudere la porta) con
conseguente riappropriazione del loro significato, dove è l'arte a produrre un
rinnovato ed innocente apprendimento elementare, ma attraverso un'esibita
neutralità esecutiva che discende dal rifiuto di considerare l'artista come un
individuo privilegiato nella società".
Intervista
di Gianluca Ranzi
Renato
Mambor, intervistato , dichiara: "io dico che l'arte serve a pulire lo
sguardo. I sensi sono offuscati dalle abitudini e tutto ciò che si fa e si
pensa diventa immagine, stereotipo, filtro davanti agli occhi. L'arte insinua
un cuneo in questo meccanismo spersonalizzante e ha il potere di ribaltarlo, in
definitiva è un piccolo sforzo per muovere il pensiero".
La mostra a Napoli
Castel Sant'Elmo
14 febbraio - 30 marzo 2009
Il
percorso espositivo crea una risonanza tra lo spazio del Castello e le opere in
mostra. La sala d'ingresso, esagonale, è scandita dagli Osservatori bianchi
(legno dipinto, 1996), sagome uguali appoggiate ognuna in un angolo come a formare
un cerchio che accoglie il visitatore al centro. Il largo corridoio successivo
si apre in quattro ampie nicchie in cui sono collocate quattro sculture in
legno dal titolo Portatori (legno dipinto, 2008): profili somiglianti
all'autore accostati a recipienti in legno contenenti mattoni, scarpe, specchi
e farina. Una
sala presenta Ombra immutabile, una sequenza di oggetti scultorei composti da
una sagoma bianca e una sagoma nera accostata ma inclinata, come fosse la sua
ombra. In mostra si ammira inoltre la grande installazione Separé (legno
dipinto e materiali diversi, 2006-2007) composta da ventiquattro
sculture-oggetto disposte a coppie: dodici elementi sono pannelli al centro dei
quali la figura umana è ritagliata e vuota, mentre gli altri dodici, tutti
diversi, presentano materiali, volumi, colori e tecniche differenti. L'opera si
compie nell'occhio dello spettatore, nelle relazioni che lo sguardo intesse tra
le diverse parti. Tra le
opere esposte si evidenzia Sprint (tecnica mista, 2008): alcune biciclette
destrutturate sono bloccate da tavole di legno e poste l'una accanto all'altra;
un'unica bicicletta è spostata più avanti e rompe la simmetria indicando una
transizione di fase, un movimento, un'azione. Achille
Bonito Oliva a proposito dell'artista afferma: "in definitiva Mambor
allarga la nozione di museo fuori dal suo luogo fisico e la dilata
confermandone l'esistenza in ogni momento in cui l'uomo acquista il
potenziamento della conoscenza".
Il cinema
Parallelamente
all'attività di pittore, partecipa come attore, ricoprendo piccole parti in
alcuni film dai I ragazzi del Juke-Box del 1959, a Tobia al caffè del 2000.
Filmografia
* I ragazzi del Juke-Box, regia di Lucio
Fulci (1959)
* La dolce vita, regia di Federico Fellini
(1960)
* Un dollaro di fifa, regia di Giorgio
Simonelli (1960)
* Il rossetto, regia di Damiano Damiani
(1960)
* Il sepolcro del re, regia di Fernando
Cerchio (1960)
* Urlatori alla sbarra, regia di Lucio
Fulci (1960)
* Il mantenuto, regia di Ugo Tognazzi
(1961)
* L'ammutinamento, regia di Silvio Amadio
(1961])
* Laura nuda, regia di Nicolò Ferrari
(1961)
* Obiettivo ragazze, regia di Mario Mattoli
(1961)
* La bellezza d'Ippolita, regia di
Giancarlo Zagni (1962)
* Il disordine, regia di Franco Brusati
(1962)
* La donnaccia, regia di Silvio Siano 1964)
* Una storia di notte, regia di Luigi
Petrini (1966)
* Due once di piombo, regia di Maurizio
Lucidi (1967)
* Il figlio di Django, regia di Osvaldo
Civirani (1967)
* Un uomo un cavallo una pistola, regia di
Luigi Vanzi (1967)
* Se vuoi vivere... spara, regia di Sergio
Garrone (1968)
* Tobia al caffè, regia di Gianfranco
Mingozzi (2000)
Bibliografia
* Cataloghi nazionali Bolaffi d'Arte
Moderna 1981/82/84
* Le Quadriennali Nazionali d'Arte, De Luca
Editore Roma
* Bolaffi Arte fascicoli mensili vari
* Cataloghi Bolaffi del cinema 1955/1965
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