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1935
Vincenzo
Balsamo nasce il 27 giugno a Brindisi.
1946
Secondogenito
di sette figli, perde il padre, marinaio, in seguito ad un incidente sul lavoro.
Tale evento costituisce per la famiglia una debacle economica, sicché Balsamo
deve abbandonare gli studi per cercare un'occupazione. Trova impiego, come
aiutante, presso la bottega artigiana del pittore e decoratore Pietro
Acquaviva. Grazie ad alcuni lavori all'interno di chiese, acquisisce ben presto
un buon senso del ritocco, impara a conoscere i colori primari e secondari e
quanto inerente alla materia pittorica: le sabbie, le terre colorate, ecc. Si
tratta di un'esperienza fondamentale per il suo divenire artistico. Scopre,
sempre grazie al maestro Acquaviva, come nasce un quadro. Incomincia, così, a
comporre le sue prime opere. Copia cartoline, dipinge fiori, case e vedute di
campagna.
1949
Le
condizioni economiche della famiglia, tuttavia, non migliorano. Balsamo
raggiunge, all'età di quattordici anni, una zia residente a Roma. Sono gli anni
della ricostruzione postbellica e i cantieri edili sono sempre alla ricerca di
manovalanza. Per Balsamo è facile trovare un lavoro; ma il suo spirito si lega
sempre più alla pittura e così continua la propria assimilazione artistica.
1954
Su
consiglio di un amico s'iscrive alla Scuola d'Arte "San Giacomo" di
Roma, che frequenterà per tre anni consecutivi, dove ha modo di affinare le
tecniche del disegno. La pittura è diventata, oramai, parte integrante della
sua vita. Balsamo realizza, dimostrando di possedere un'assoluta padronanza di
tutte le tecniche pittoriche, studi di volti, paesaggi di intensa vitalità,
affascinanti nature morte, scorci di periferia, ecc...
1957
Presso
il "Circolo Cittadino" di Brindisi ha luogo la prima mostra pubblica,
che dedica al maestro Acquaviva.
1959
Apre il
suo primo studio in via Margutta, a Roma. Inizia a conoscere, grazie
all'amicizia che lo lega a Michele Calabrese, i grandi artisti che vivono nella
capitale, in particolare quelli appartenuti alla cosiddetta "Scuola
romana", Mafai, Pirandello, Scipione, Afro, ma anche Omiccioli, Sante
Monachesi, Guttuso, e tanti altri. Pittori, ma anche poeti e romanzieri:
Alfonso Gatto, Sandro Penna, PierPaolo Pasolini.
1960
Nel
mese d'ottobre si sposa con Lidia Tedesco.
1961
Espone
per la prima volta a Roma presso la Galleria "Il Camino". È invitato
a curare, fra gli altri, l'allestimento scenografico per il film
"Cleopatra" negli studi di Cinecittà. È un'esperienza, quella
cinematografica, che porterà avanti per altri due anni. Nasce Roberto, il suo
primo figlio.
1962
È un
anno di viaggi sia in Italia sia in Europa. Nascono dei dipinti dove i paesaggi
toscani, umbri, laziali o campani si fanno intensi e interiori; la tecnica
pittorica, consistente in vibranti pennellate, esalta un gioco di fantastiche
tonalità.
1963
Le
mostre si moltiplicano e i critici incominciano ad intravedere in questo
giovane pittore non solo una promessa, ma una certezza per il futuro: Mannoni,
Del Massa, Omiccioli, scrivono di lui attratti da una pittura che è una miscela
di cultura mediterranea e nordica. In questo anno esegue una serie di opere
ispirate alla musica Jazz, intitolate "I musicanti" ed esposte con
grande successo in America. Partecipazione alla X Quadriennale di Roma.
1964
Le
opere di Balsamo entrano in una fase espressiva più complessa dove i colori dei
blu, dei rossi, dei verdi, dei gialli ecc., si amalgamano come ispirati da una
intimità controversa, a volte anche sofferta. Conosce e instaura un rapporto di
collaborazione con la Galleria "Bürdeke" di Zurigo. Diventa padre per
la seconda volta: nasce Francesco.
1965
Nei
suoi frequenti viaggi all'estero, accompagnato una volta da Michele Calabrese,
l'altra da Alfonso Gatto, ha modo di visitare diversi musei. Tra cui il
"Kunstmuseum" di Zurigo o quello di Basilea. Le opere esposte,
appartenenti ai grandi maestri storici, destano in lui un’enorme impressione.
Espone a Zurigo alla Galleria "Bürdeke".
1966
A Saint
Paul de Vence conosce André Verdet, Arman e César; a Parigi incontra Picasso e
Hartung; segue Léger per il Grain Palais. Questi incontri lo portano a maturare
un'idea chiara sull'arte moderna in Europa. Incomincia a concepire i suoi
paesaggi sotto una veste nuova. Le campiture colorate si scompongono sempre
più, quasi a diventare astratte. E' un processo evolutivo che solo
successivamente, negli anni '70, vedrà completata la trasformazione del suo
fare espressivo.
1967/68
I
paesaggi o le nature morte si frammentano sempre più e i piani prospettici
s'intersecano, disarticolando la rappresentazione. Balsamo diventa padre per la
terza volta: nasce Antonella.
1970/73
L'artista
è oramai proiettato ad una nuova forma del rappresentato. Volge la sua ricerca
verso il cubismo, attratto da una sintesi sempre maggiore. I piani prospettici,
i volumi, gli oggetti s'intersecano e quasi si smembrano, senza però perdere
l'omogeneità e il fattore colore.
1974
Balsamo
si immedesima sempre più nella sintesi, volgendo lo sguardo verso l'astrazione
vera e propria, quasi geometrica. Ritornano a comporsi quelle campiture
colorate che avevamo lasciato con i suoi paesaggi degli anni '60, ora, senza
nessun cenno di figurazione e divise, ognuna, da un segno nero che diventa filo
della memoria. Nasce Daniela, la sua ultima figlia.
1975
In
quest'anno e il successivo, Balsamo esegue le "Decomposizioni", opere
che si discostano completamente da quanto sin ora dipinto. Sono opere
informali, materiche, corpose, dure nella loro espressione pittorica.
1977
Sono
anni, sia quelli precedenti sia quelli di fine del decennio, di chiara ricerca
e sperimentazione. Balsamo, in questo momento, volge lo sguardo al segno.
Esegue dei quadri chiamati "Nebulose", che non si configurano come un
mondo celeste, bensì di un "viaggio" mentale e interiore per ricercare
il giusto bilanciamento del segno sul e con il colore.
1978
L'artista
entra, da quest'anno, in una nuova fase espressiva, complessa, difficile ed
introspettiva. Nascono le opere chiamate "Evocazioni". Non sentendo
arrivare nel suo intimo quello che cercava, dipinge, grazie anche all'aiuto
dell'aerografo, figure deformi dalle strane sembianze, surreali e fantastiche,
sintomo di stanchezza e di sfiducia. Da questo momento, e per i dieci anni
successivi, rinuncia volutamente alle esposizioni. Oggi, senza vergogna,
confessa il pensiero che lo affliggeva in quel periodo di abbandonare la
pittura.
1980/85
Si
trasferisce con la famiglia a Velletri e sposta il suo studio in via Laurina, a
pochi passi da piazza del Popolo. Cerca da questo momento il recupero del suo
pensiero espressivo, si butta sul cavalletto per ritrovare un mondo che gli è,
certamente, più congeniale. Ritornano, come icona della memoria, le esperienze
passate. Dipinge opere legate ad un concetto astratto-cubista. Due gravi
avvenimenti famigliari segnano la vita privata di Balsamo. Due fratelli sono
coinvolti in un incidente stradale: uno perde la vita, l'altro si salva, ma ci
vorranno diversi mesi perché ritorni quello di prima.
1987
Balsamo,
ritrovata la forza per emergere da un periodo poco fortunato, è ora proiettato
verso la svolta decisiva della sua attività pittorica. Nascono tele, anche di
grande dimensione, nelle quali il segno si è fatto minuzioso, difficile e di
forte richiamo lirico- surreale. Ha finalmente trovato, dopo oltre trent'anni
di dure sperimentazioni e sacrifici, il suo mondo personale, concreto ed
essenziale. Le mostre ritornano a susseguirsi con frequenza e la critica lo
riscopre in tutta la sua grandezza.
1989
È
l'anno del rilancio definitivo. Prima a Roma, alla galleria "MR", poi
a livello del collezionismo internazionale con le Fiere d'Arte di Bologna,
Amburgo e Nizza.
1990
Al
Centro d'Arte "Santa Apollonia" di Venezia ha luogo una grande mostra
curata da Vito Apuleo, che raggruppa, sotto il titolo "Sintesia", il
lavoro di questi ultimi anni. Il fare pittorico entra nella sua massima
espressione artistica. Balsamo abbandona una certa leziosità, per dedicarsi
maggiormente all'essenza e alla sintesi del suo pensiero.
1991
Si
separa dalla moglie e si trasferisce a Parigi con la sua nuova compagna. Nella
capitale francese apre uno studio. Il fascino di quella città lo coinvolge in
modo appassionante. Dipinge opere uniche, anche all'interno del suo percorso
artistico. Le mostre personali e collettive si susseguono in modo crescente.
1992
Passa
alcuni mesi in Sicilia, rimanendo affascinato dai colori, dalle luci e
atmosfere che avvolgono quella terra.
1994
Divide
la sua vita tra l'Italia e Parigi. Nella capitale francese hanno luogo due
personali importanti e prestigiose, prima al "Découvertes" in Porte
de Versailles, poi alla galleria "Lansberg" in rue de Sein.
1995
Conserva
lo studio parigino, pur trasferendosi a Treviso. Espone, con le opere
provenienti dalle mostre di Parigi, alla galleria "ValenteArteContemporanea".
È un anno importante dal punto di vista umano. La nuova compagna le regala la
gioia di un figlio. La passione per la pittura è alimentata da quella
"luce" nascente e le ore, passate al cavalletto, sembrano non bastare
mai.
1996
Apre
uno studio anche a Verona. Ha inizio, dal "Forte Spagnolo"
dell'Aquila, una mostra antologica a cura di Floriano De Santi, che girerà per
altre quattro sedi pubbliche in Italia. Dopo il capoluogo abruzzese giunge al
Centro Internazionale "U. Mastroianni" di Arpino.
1997
L'antologica,
dopo aver toccato Roma all'"Accademia d'Egitto" e Ravenna al
"Centro Polivalente", si chiude al "Palazzo Ducale" di
Mantova.
1998
Importante
mostra personale presso la Galleria "Fontana" di Spoleto nell'àmbito
del "Festival dei due Mondi".
1999
Le
campiture astratte ritornano a frammentarsi maggiormente. I tasselli,
d'essenziale memoria, esprimono a riassunto un percorso iniziato oltre dieci
anni fa. Due mostre lo vedono impegnato oltre confine: la prima negli States ad
Atlanta, Galleria "San Marco"; la seconda al "Carrousel du
Louvre" di Parigi. Lascia lo studio parigino, inaugurandone uno nuovo a
Verona.
2000
Esce
una monografia curata dal professor Granzotto. Le opere riprodotte, circa
duecento, abbracciano l'ultimo periodo dipinto dall'artista. Balsamo confessa
di sentir crescere nel suo interno due momenti essenziali e concreti: l'uno più
portato al riassunto mentale di quanto vissuto quotidianamente attraverso una
sorta di "presenze"; l'altro, rivolto alla ricerca di una sintesi
ancora più essenziale, dove il colore diviene solo un monocromo.
2001
Dopo le
mostre che lo hanno visto impegnato prima a Torino, con l'uscita di un catalogo
curato dal critico Gian Giorgio Massara, e con la personale al Palazzo del
Parlamento Europeo di Bruxelles; Balsamo varca nuovamente i confini nazionali,
per un'importante mostra a Nagahama in Giappone.
2002
Balsamo
ritorna, a distanza di sette anni, con una mostra personale alla Galleria
"Valenteartecontemporanea" e in simultanea espone in Antologica ai
"Chiostri di S. Caterina" con un catalogo curato da Marisa Vescovo.
Ma il 2002 è, probabilmente, anche un anno di svolta; l'artista confessa di
voler chiudere quest'ultimo ciclo dell' "Astrazione lirica" per
didicarsi a una nuova fase espressiva, più portata alla sintesi, al segno che
diventa spazio-tempo. In
questo anno avviene anche l'inaugurazione, da parte di Vincenzo Balsamo, del
proprio sito ufficiale all'indirizzo: www.vincenzobalsamo.com
2003
Dopo
l'interessante mostra, tenuta nel mese di Febbraio, alla Galleria Pont-Aven di
Suzzara, Vincenzo Balsamo rinuncia alle esposizioni per dedicarsi interamente
al lavoro. Proseguendo, dall'anno precedente, la ricerca verso una nuova
astrazione. Apre un nuovo studio a Corchiano, paese situato nelle ridenti
colline viterbesi.
Il 2003
è anche un anno di riconoscimenti importanti. Viene nominato Artista dell'Anno
da: "World
Art Celebrities Journal and Humanities Committee - SPECIAL EDITION
INTERNATIONAL 2003 YEARBOOK" "The
Readers of the World Art Celebrities Journal - The International Center For The
Study Of Progressive Neo Cubism" Balsamo,
inoltre, viene selezionato da Richard Wheeler, uno studente dell'Università del
Kent (Canterbury), per un'importante progetto sull'Arte Contemporanea. Progetto
concluso con un bellissimo CD multimediale dal titolo: "The interactive
gallery of Vincenzo Balsamo's work". L'anno
si chiude con 2 mostre in contemporanea a Viterbo; l'una presso la Galleria
Miralli, con le opere su carta, l'altra a Palazzo Chigi con le opere su tela.
Per l'occasione viene anche edito, a cura del critico Ernesto d'Orsi, un catalogo,
in Edizione Limitata, con all'interno un'incisione colorata a mano da Balsamo.
2004
Il 2004
è stato per Vincenzo Balsamo un anno di intenso lavoro nella preparazione di
una serie di importanti mostre che nel 2005 verranno allestite in spazi pubblici
e Gallerie su tutto il territorio nazionale. Sul
finire dell'anno soggiorna per un certo periodo in Australia dove vive e lavora
il figlio maggiore Roberto. Per l'occasione gli viene dedicata una mostra
personale, presso il Greg James Studio Gallery di Fremantle (Perth), con opere
su carta.
2005
1955-2005
- "Odissea della luce e del colore", questo è il titolo della mostra
antologica all'Archivio di Stato di Torino che festeggia i cinquant'anni di
pittura di Vincenzo Balsamo. Per l'occasione è stato anche stampato un catalogo
(ed. Vallecchi), a cura del Prof. Floriano De Santi e accompagnato da una
testimonianza del Prof. Roman De La Calle direttore dei musei della Città di
Valencia. Il catalogo, con oltre 100 opere riprodotte, ripercorre la carriera
artistica di Balsamo dai suoi esordi figurativi sino alle opere dell'ultimo
periodo dell'astrazione lirica. Balsamo
è invitato, insieme a Mimmo Rotella, ad esporre in antologica come Evento
Collaterale alla 13ª Arte Fiera di Montichiari.
2006
In
questo anno Vincenzo Balsamo dedica particolare attenzione alle Fiere d’Arte
sia a livello nazionale (Viterbo, Bologna, Verona, Padova, Roma), sia a livello
internazionale come la SHANGHAI Art Fair.
2007
Vincenzo
Balsamo partecipa ad alcune importanti Fiere d'Arte internazionali: Art Miami
(FL - USA), Artexpo NEW YORK (NY - USA) e al KIAF (Seoul - South Korea). Espone
in mostra personale alla Fondazione Museo Luciana Matalon di Milano con
l'uscita di un nuovo catalogo curato dal Prof. Floriano De Santi. Ma per
Balsamo è anche un anno importante dal punto di vista professionale inizia un
rapporto di collaborazione con la Galleria MOdenArte diretta da Valerio
Ballotta. La Galleria gli dedica una retrospettiva, presso le sedi di Modena e
Iseo, accompagnata da un'importante libro curato dal critico e museologo Prof.
Maurizio Vanni ed edito da Carlo Cambi Editore. Anche
oltre confine si aprono le porte a nuove collaborazioni: la HF Contemporary Art
(di Londra), diretta da Helga Fox, espone le opere di Balsamo al Viva Italia
Show ed alla European Commission di Londra.
2008/09
Per
Balsamo si apre la stagione 2008 con la mostra, "Tracce universali",
al Palazzo dell’Abbondanza (Massa Marittima), curata dal museologo Maurizio
Vanni e Flora Rovigo con relativo catalogo edito da Mondadori. A
Mantova, nella splendida cornice del Palazzo della Ragione, viene allestita una
importante mostra, dal titolo:"Il coraggio della misura", curata da
Beatrice Buscaroli e Carlo Micheli con relativo doppio catalogo, edito dalla
PubliPaolini, ad illustrare sia le opere su tela sia quelle su carta. Così
come per l’anno precedente anche il 2009 è ricco di partecipazioni ad
importanti Fiere d’Arte in Italia e all’estero ricordiamo: KIAF (Seoul - South
Korea), Art Innsbruck (Innsbruck - Austria), ARWI (San Jaun - Puerto Rico),
Arte Genova, Bergamo Arte, kunStart di Bolzano e poi VITARTE a Viterbo,
ArtVERONA, ArtePadova, ecc. Lascia,
dopo oltre 10 anni, il suo studio di Verona per trasferirsi in modo definitivo
in quello nuovo di Corchiano (VT).
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